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La dieta universale: mangiamo preservando la nostra salute e quella dell’ambiente

da | Mar 6, 2019 | La spesa sostenibile

Il cibo che mangiamo è responsabile della nostra salute e di quella del pianeta: scopriamo insieme la “dieta universale”!

Quando funziona una dieta? Quando la iniziamo con una giusta motivazione e la seguiamo con costanza e, quale motivazione migliore se non quella di contribuire al nostro e al benessere dell’ambiente?

Nel mese di gennaio è stata pubblicata, sulla famosa rivista scientifica The Lancet, la cosiddetta “Dieta Universale” realizzata da un team che riunisce 37 esperti con competenze in materia di salute, nutrizione, sostenibilità ambientale, sistemi alimentari, economia e governance politica, provenienti da 16 paesi.
Il concetto condiviso da tutti è uno solo: noi siamo ciò che mangiamo e mangiare in modo consapevole ed avere un’alimentazione sana fa bene alla salute e all’ambiente.

Il team ha elaborato anche un esempio del diario alimentare giornaliero (i bambini fino a due anni non possono seguirlo), in grado di diminuire non solo le malattie croniche (ischemie, infarti e diabete), ma anche l’impatto negativo che le nostre abitudini alimentari hanno sull’ambiente.

Qui in dettaglio gli alimenti inclusi nell’esempio di diario alimentare:

  • Verdura: 300 g (78 Kcal)
  • Frutta: 200 g (126 Kcal)
  • Pane e farina: 232 g (811 Kcal)
  • Latticini: 250 g (153 Kcal)
  • Pollo, uova, pesce, frutti di mare e proteine vegetali: 195 g (696 Kcal)
  • Olio e grassi: 51,8 g (450 Kcal), da preferire l’olio extravergine d’oliva o olio di colza
  • Verdure amidacee (come le patate): 50 g (39 Kcal)
  • Zuccheri: 31 g (120 Kcal)
  • Carne rossa ( carne bovina, suina e ovina): 14 g (30 Kcal)

Puoi scaricare il report completo qui.

La Dieta Universale

Questo nuovo modello di dieta è anche in linea con il nuovo report pubblicato dal World Economic Forum che sostiene l’urgenza di integrare alternative proteiche nella dieta mondiale per migliorare la salute dell’essere umano e dell’ambiente stesso.

Lo studio si concentra su un dato:  il consumo di carne sta crescendo a dismisura in Cina e in Asia, un controsenso se pensiamo che la produzione di carne è una delle maggiori fonti di inquinamento. La soluzione?  Orientarsi verso il consumo di proteine vegetali che possono fungere da sostituti del cibo a base animale.
Non è un caso che la quantità di carne suggerita dalla dieta universale, che vi abbiamo appena condiviso, corrisponda solo a 14 g al giorno.

Se continuiamo a nutrirci di carne e continuiamo con questo ritmo, entro il 2050, quando la popolazione raggiungerà i 10 miliardi, le abitudini alimentari risulteranno incompatibili con il mantenimento delle temperature globali e vedremo un aumento della temperatura di oltre 2 gradi celsius  e noi non vogliamo che il nostro pianeta abbia una “febbre da cavallo”, vero?

Perché si riduce il consumo di carne nella dieta universale: alcuni dati

Il consumo di carne continua ad aumentare, nonostante l’allevamento di animali da macello sia responsabile, da solo, del 15% delle emissioni di gas a effetto serra (anidride carbonica, metano, protossido di azoto).

Ma non solo, l’allevamento da macello è la causa della biodiversità, perché foreste e aree incontaminate devono far posto a terreni ad uso agricolo per la coltivazione del mangime utile per sfamare gli animali. Tutto questo impatta anche sulle risorse idriche: un terzo del consumo d’acqua nelle attività umane, infatti, viene utilizzato per l’allevamento di animali da carne.

Le proteine animali possono essere sostituite da quelle vegetali (dalle lenticchie, ad esempio) o da prodotti più elaborati come il tofu o il seitan a base di grano.

“Il cibo che mangiamo e il modo in cui lo produciamo determina la salute delle persone e del pianeta, e attualmente stiamo sbagliando tutto”, ha affermato uno degli autori della commissione, il professor Tim Lang, della University of London. “Abbiamo bisogno di una revisione significativa, cambiando il sistema alimentare globale su una scala che non guarda alle singole circostanze di ogni paese. Questo è un territorio politico inesplorato, ma l’obiettivo è alla nostra portata”.

Qualunque dieta si scelga, questa dovrà tener conto dell’ambiente: il cambiamento può avvenire e deve partire da noi!

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