Orange Fiber e i ricicli d’aranceto siculo

da | Set 8, 2016 | Lo spreco alimentare

Il mondo del tessile d’avanguardia è già in fermento, da quando è comparsa sulla scena Orange Fiber

Il mondo del tessile d’avanguardia è già in fermento, da quando è comparsa sulla scena Orange Fiber, start-up fondata da due giovani donne catanesi fresche di studi in tecnologie tessili eco-sostenibili e relazioni internazionali: dal connubio di queste competenze è nata l’idea di estrarre, dagli scarti degli agrumi siciliani, le fibre di cellulosa e gli oli essenziali da integrare nei tessuti.

I vantaggi di indossare abiti “agrumati” sarebbero, infatti, molteplici:

  • Ambientale – Ogni anno in Sicilia vengono scartate 300.000 tonnellate di arance, l’equivalente del 25% di tutta la produzione italiana. Con il sistema ideato da Orange Fiber lo scarto diventa risorsa, ri-creando una potenzialità che altrimenti sarebbe perduta.
  • Economico – Si genera un circuito virtuoso che, attraverso la diffusione di una tecnologia innovativa, crea occupazione rendendo la realtà italiana più competitiva a livello globale.
  • Individuale – I benefici dell’applicazione topica di vitamina C sono ormai acclarati da diversi studi scientifici [1]: la cute è il primo organo del sistema immunitario che s’interfaccia con l’ambiente esterno, ed è stato osservato che la vitamina C, agendo come immunomodulatore, migliora l’outcome di diverse patologie infiammatorie cutanee. Inoltre, è tra i fattori necessari per la sintesi del collagene dermico e contribuisce a proteggere dai danni provocati dalle radiazioni ultraviolette UVA e UVB.
  • Sociale – Se un discreto numero di soggetti iniziasse a indossare questo tipo di vestiti, i vagoni dei mezzi pubblici in estate profumerebbero (il condizionale è d’obbligo) d’aranceto siculo, con gradevoli ripercussioni sul benessere collettivo.

Come abbiamo visto, Orange Fiber non solo e’ volta al riciclo di risorse, ma anche al benessere della persona. Quest’ultima circostanza fa sorgere alcune domande sulla salubrita’ degli abiti che si trovano in commercio. Secondo uno studio del 2014 [2], alcuni coloranti utilizzati per tingere la stoffa possono portare a eczemi e in genere arrossamenti a causa della loro tossicita’. Lo studio presentava queste conclusioni in merito ai coloranti Disperse Blue 124, Disperse Blue 106, e Disperse Yellow 3.

Conclusioni: prestiamo attenzione a ciò che indossiamo, tenendo presente alcune raccomandazioni.

  • Diffidare dei capi importati da Paesi in cui non è presente un sistema di sorveglianza sulla tollerabilità delle sostanze chimiche. I capi realizzati in Italia o in Europa sono sottoposti a severi controlli e alcune aziende si sono dotate di marchi di qualità, come per esempio Oeko-Tex.
  • Chi manifesta reazioni allergiche al contatto con certi tessuti dovrebbe evitare di acquistare capi troppo colorati o troppo scuri; attenzione, in particolare, al blu.
  • Per lo sport preferire tinte chiare e fibre naturali, perché il sudore e il calore favoriscono l’assorbimento cutaneo delle sostanze chimiche.

 

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